Preferisco un vizio accomodante che una virtù ostinata.Molière
Preferisco un vizio accomodante che una virtù ostinata.Molière
Fai una lista delle cose importanti da fare oggi.
In cima alla lista metti ‘mangiare cioccolato’.
Così almeno una cosa l’hai fatta oggi…Gina Hayes
Quando qualcuno dice: questo lo so fare anch’io, vuol dire che lo sa rifare altrimenti lo avrebbe già fatto prima.Bruno Munari
Verbale scritto, 1992
For a list of all the ways technology has failed to improve the quality of life, please press three.Alice Kahn (via http://ff.im/4EWI5)
A pensar bene il superfluo è la componente essenziale della vita: tutto il resto è solo necessario.G.P. Lepore
È molto più facile essere un eroe che un galantuomo.
Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev’esser sempre.Luigi Pirandello
Un vecchio pianeta incontra la Terra, che non vedeva da tanto tempo.
«Come va?» le chiede.
«Non molto bene - risponde lei - temo di avere una malattia mortale, si chiama Umanità.»
«Non ti preoccupare - la tranquillizza l’altro - ci sono passato anch’io, è come una febbre ma poi passa, perché è provocata da batteri che alla fine si autodistruggono»
Paperino compie 75 anni. Grande festa a villa Certosa.
Inarrestabile il successo di questo personaggio basso di statura che non invecchia, si crede un supereroe e gira per casa senza pantaloni davanti a minorenni.
L’allarme di Paperina: “È una persona che non sta bene”.
Spinoza » Blog Archive » Il becco arancione
L’arte di essere saggi è l’arte di capire a che cosa si può passar sopra.W. James
Per lavoro mi occupo spesso di comunicazione di crisi e di comunicazione in tempo di crisi. Tra un errore e l’altro ho capito che la soluzione per uscire dal tunnel è molto simile ad uno dei principi base delle arti marziali orientali: usare la forza dei colpi ricevuti per sferrare i propri.
Tradotto in pratiche comunicative, significa - in my opinion - compiere di fatto due azioni.
La prima è distinguersi: il momento è propizio perché i competitor tacciono o riducono il proprio impatto comunicativo. Questo significa che è possibile aggredire il mercato con campagne comunicative a costi ridotti, un po’ perché in tempo di crisi spesso gli spazi media vengono svenduti, un po’ perché i concorrenti non generano rumore di fondo.
La seconda è differenziare la propria offerta, rendendola più scalabile e riducendo la soglia di accesso ai propri prodotti/servizi. Un momento di crisi, cioè, è la volta buona in cui è possibile introdurre prodotti/servizi a costo ridotto, di fatto acquisendo - magari con guadagni minimi - nuovi consumatori e, auspicabilmente, mantenendo la fedeltà dei vecchi consumatori, che in tempo di crisi hanno sicuramente meno soldi e meno propensione alla spesa, ma non perdono automaticamente la fedeltà alla marca.
Tra l’altro si tratta di una soluzione temporanea, che può facilmente finire con il rientrare della crisi. Il risultato non è immediato e non porta soldi rilevanti, ma è un investimento, perché a crisi conclusa ci si trova con una base clienti estesa e fidelizzata, per di più con maggiore disponibilità alla spesa.
Entrambe le soluzioni comportano rischi, pazienza e un po’ di follia, perché non portano risultati immediati e richiedono investimenti e originalità in un momento in cui la naturale tendenza - dato il nervosismo di cui parlavi - è quella di giocare in difesa, massimizzare gli utili e “mettere fieno in cascina”.
La realtà è che la crisi si alimenta proprio con un gioco a spirale tra una situazione negativa e le reazioni negative - sostanzialmente l’immobilismo - che questa comporta.
Quindi conviene reagire. Cioè, detta metaforicamente, la crisi è una grossa e lunga onda. Chi sta fermo la subisce e può solo sperare di uscirne non troppo malconcio dopo che è passata. Chi ha coraggio e voglia di innovare, può correrle incontro e farci surf
I Commenti-Post di Suzukimaruti
Simply my Blog » La crisi come opportunità di comunicazione (via lafra)